venerdì 1 dicembre 2017

S. ROSARIO MEDITATO - MISTERI GAUDIOSI - 45

"Sacra Famiglia con san Giovannino" di Bartolomé Estaban Murillo, 1655-59

"Alla Scuola di Nazareth"

Insegnamenti sulla vita nascosta di Gesù, Maria e Giuseppe

TEMA: "La Famiglia Nazarena, eccelso Modello di immolazione" 
(TERZO SCHEMA)


1. L’annuncio dell’Angelo a Maria Vergine e il “Sì” dei due santi Sposi.

“L’intera vita di Cristo fu immolazione infinita sull’altare della giustizia del Padre per la Redenzione del genere umano. E poiché Gesù più d’ogni altro amava i suoi genitori Maria e Giuseppe, così più da vicino li fece partecipi della sua sofferenza e, quali due primi e principali rami, li innestò al tronco della sua Croce. Appena, infatti, Maria disse: - Io sarò la Madre del Redentore, dovette anche dire: - Io sarò la Madre dell’Uomo dei dolori. Ella, che conosceva profondamente le Scritture, contemplava in esse le pene predette al Redentore: Isaia, Geremia, Davide, i Profeti… La Vergine era già vittima, vittima di dolori annunciati… Alle profezie, poi, seguì presto la realtà: per lei Betlemme, l’Egitto, Nazareth furono monti di mirra, salite dolorose che dovevano condurla alla vetta più alta e più penosa: il Calvario… A Giuseppe accadde come a Maria: mentre fu innalzato a grandi onori, fu anche destinato a grandi dolori. Pericolo di morte, esilio, afflizioni, fatiche incessanti! Quali fascio di croci gravò su di Lui in segno del suo amore!”. (Can. don Paolo Bonaccia, Direttore dei Missionari della Sacra Famiglia di Spoleto, 1838-94)


2. La visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.

“Volle la Vergine andare a visitare Elisabetta, conoscendo esser questa la Volontà del Verbo incarnato. Fu questo avviso una spada nel Cuore del nostro Giuseppe, al pensiero di dover per quel tempo restare privo della sua Sposa Maria. Tuttavia chinò la testa agli ordini divini e si uniformò  alla Volontà del suo Dio. Giuseppe raccomandò caldamente la sua Sposa ad Elisabetta e a tutti di quella casa, dicendo loro che quella era il suo tesoro. Partì quindi il Santo col corpo, ma restò lì col Cuore”. (Serva di Dio Madre Maria Cecilia Baij)


3. La nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.

“Unico asilo ai più grandi personaggi della terra è una stalla. In un angolo di questo rifugio - ben conveniente alla nascita di un Bambino destinato a morire un giorno su di una croce – Maria, restando sempre quale era stata, Vergine e Immacolata, diviene realmente Madre, mettendo al mondo il suo Figlio”. (Beato Bartolo Longo)

“Entriamo nella spelonca di Betlemme! Se entreremo con fede e penseremo che questo Bambino è il Figlio di Dio, che per nostro amore è venuto in terra e tanto patisce per pagare i nostri peccati, come sarà possibile non ringraziarlo e non amarlo?”. (Sant’Alfonso M. de’ Liguori)


4. La presentazione di Gesù Bambino al Tempio e l’offerta della Santa Famiglia per la salvezza del genere umano.

“Simeone poi proseguì: - Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a Te una spada trafiggerà l’anima. Il bambino chinò il capo. Con quest’azione accettò la profezia del sacerdote... L’amorosa Madre incominciò a sentire in quello stesso momento la realtà della profezia di Simeone, e le restò immediatamente ferito il Cuore dalla spada che la minacciava per l’avvenire. Infatti, le furono manifesti tutti i misteri racchiusi nella profezia: il trionfo che Egli avrebbe riportato sui demoni e sulla morte, cosa che però avrebbe dovuto costargli molto, fino a portarlo alla sua morte vergognosa e dolorosa sulla croce; e l’opposizione che il Bambino Gesù avrebbe dovuto soffrire nella sua Chiesa, da parte di una così grande moltitudine di reprobi. Anche il santo Sposo Giuseppe, quando udì queste profezie, comprese molti dei misteri della Redenzione e delle sofferenze del dolcissimo Gesù...”. (Venerabile Suor Maria di Gesù d’Agreda)


5. Il ritrovamento di Gesù al Tempio e la vita nascosta della Santa Famiglia nella Casa di Nazareth.

“Non vi è casa senza croce e membro della famiglia che non abbia la sua. Misera sarebbe quella dimora da cui la croce fosse bandita. Nella Casa di Nazareth essa torreggia più alta che altrove, poiché le tre grandi anime di Gesù, Maria e Giuseppe divennero tali patendo. Anime afflitte, non sapete che tutti dobbiamo patire? Che è proprio del cristiano patire cose grandi? Beata quell’anima che accoglie mitemente nel cuore queste trafitture e ne forma il suo fascio di mirra: essa imita la vita nella Casa Nazarena”. (Can. don Paolo Bonaccia)

“O Madre mia dolcissima, per amore di questo Figlio sacrificato, aiutami sempre e non mi abbandonare!... O San Giuseppe, per quelle lacrime che hai sparso nel contemplare la futura Passione del tuo Gesù, ottienimi un ricordo continuo dei dolori del mio Redentore!… E Tu, o mio Gesù, che per mio amore hai tanto patito e sei morto, fa’ che io non dimentichi mai un così grande amore! Io ti amo con tutto il cuore”. (Sant’Alfonso M. de’ Liguori)






Precisiamo che – secondo quanto insegna la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti nel “Direttorio su pietà popolare e liturgia. Principi e orientamenti (Anno 2002)” – durante l’Adorazione eucaristica è possibile recitare il S. Rosario.

Leggiamo, infatti, al  n° 165: "Per lo stretto vincolo che unisce Maria a Cristo, la recita del Rosario potrebbe aiutare a dare alla preghiera un profondo orientamento cristologico, meditando in esso i misteri dell’Incarnazione e della Redenzione”.

Ad ulteriore approfondimento, in questo blog: un brano della lettera che suor Lucia scrisse a Paolo VI in occasione del viaggio del Santo Padre a Fatima per il 50° anniversario delle apparizioni (13 maggio 1967).

Lettera importantissima, in cui la veggente domandò al Papa di favorire la recita del S. Rosario dinnanzi al SS. Sacramento, riparando, adorando, supplicando mediante la preghiera più potente dopo la S. Messa.

https://lasantissimaeucaristia.blogspot.it/2017/10/ladorazione-eucaristica-18.html

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