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martedì 20 giugno 2017

IL SACRO CUORE DI GESÙ - 2


IL CUORE ADDOLORATO DI GESÙ

Meditazione tratta dagli scritti di sant'Alfonso M. de' Liguori

Non è possibile considerare quanto fu in questa Terra addolorato il Cuore di Gesù per nostro amore, e non compatirlo. 

Egli stesso ci fece intendere che il suo Cuore giunse ad essere afflitto da tanta mestizia, che quella sola sarebbe bastata a farlo morire di puro dolore se la virtù della sua divinità non avesse per miracolo impedito la morte: "La mia anima è triste fino alla morte" (Mc 14, 34). 

Il maggior dolore che tanto afflisse il Cuore di Gesù non fu già la vista dei tormenti e dei vituperi che gli uomini gli preparavano, ma il vedere la loro ingratitudine all'immenso suo amore. 

Distintamente egli previde tutti i peccati che noi avevamo a commettere dopo tante sue pene e dopo una morte così amara ed ignominiosa.

Previde specialmente le ingiurie orrende che avevano a fare gli uomini al suo adorabile Cuore ch'egli ci lasciava per testimonio del suo affetto nel SS. Sacramento.

Oh Dio, e quali oltraggi non ha ricevuto Gesù Cristo in questo Sacramento d'amore dagli uomini! 

Chi l'ha calpestato, chi l'ha gettato nelle cloache, chi se n'è avvalso per fare ossequio al demonio! 

E pure la vista di tutti questi dispregi non gli impedì di lasciarci questo gran pegno del suo amore... Egli si contentò di permettere tanti sacrilegi, che di privare di questo cibo divino le anime che l'amano.

Tutto ciò non ci basterà a renderci ad amare un Cuore che tanto ci ha amati? 

Ingrati lasceremo noi ancora abbandonato Gesù sull'altare, come fa la maggior parte degli uomini? 

E non ci uniremo più presto con quelle poche anime devote che lo san riconoscere, a struggerci d'amore più che non si struggono le fiammelle che ardono d'intorno ai sacri cibori? 

Il Cuore di Gesù lì sta ardendo d'amore per noi; e noi alla sua presenza non arderemo d'amore per Gesù?".

venerdì 2 giugno 2017

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 11


BUSSATE! VI SARA' APERTO. 

Meditazione di san Giovanni Bosco (1815-1888)

Se una persona fidata andasse in una piazza e svelasse a tutti che su una vicina collina ha scoperto una miniera d'oro... non lo seguirebbero tutti? 

Ebbene, nel Tabernacolo c'è questo tesoro! 

Gli uomini sudano per avere denari: ma nel Tabernacolo c'è il Padrone di tutto il mondo...

Qualunque cosa gli chiediate - che vi sia necessaria - Egli ve la concederà...

Avete bisogno di memoria, di capire bene le lezioni, di riuscire bene nel vostro lavoro? 

Avete bisogno di forza per sopportare le tribolazioni, di aiuto per vincere le tentazioni?

La vostra famiglia è minacciata da qualche disgrazia, è afflitta dalla malattia di qualcuno, ha bisogno di qualche grazia particolare? 

Da chi credete che "dipenda" tutto questo? 

Chi è che comanda al vento, alla pioggia, alla tempesta, alle onde? 

Non è forse Gesù Cristo il Padrone assoluto di tutto? 

Andate dunque a Lui e chiedete! Vi sarà concesso. Bussate! Vi sarà aperto. 

Gesù, lui per primo, desidera darvi le grazie che vi sono necessarie: ed anzitutto quelle che riguardano l'anima.

Una santa vide un giorno sull'altare Gesù Bambino il quale reggeva, nel suo vestitino, un numero straordinario di perle preziosissime. Era triste. "Perché sei così triste, mio Signore?" - chiese la santa. "Perché nessuno viene a chiedermi le grazie che ho già qui preparate. Nessuno le vuole. Non so a chi darle...".

sabato 27 maggio 2017

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 11


“IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, 
FINO ALLA FINE DEL MONDO”
(Mt 28,20)

Meditazione del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo (1882-1970)

Mentre i sacerdoti, gli scribi e i farisei cercavano, con la più stupida calunnia, d’impedire il propagarsi della buona novella, Gesù Cristo, CON LA SUA DIVINA AUTORITÀ, investiva gli apostoli della loro missione e solennemente li mandava AD ANNUNCIARE LA VERITÀ a TUTTE le genti di buona volontà, BATTEZZANDOLE NEL NOME DELLA SANTISSIMA TRINITÀ, e INCORPORANDOLE AL SUO CORPO MISTICO. 

Mandando gli apostoli in tutto il mondo, Gesù Cristo fece ad essi e ai fedeli di tutti i secoli la consolante promessa di essere con la Chiesa e con loro fino alla consumazione dei secoli. 

Egli, difatti, È CON NOI VIVO E VERO NELLA SANTISSIMA EUCARISTIA.

Nel suo mortale cammino LA CHIESA È SEMPRE ASSALITA E COMBATTUTA, perché segue il suo Re appassionato, ma il sapere che Egli è CON ESSA, il constatarlo, il viverne è tale conforto che muta tutte le sue battaglie in trionfi, e le fa godere, nelle stesse angustie, la pace più profonda. 

Quale società e quale istituzione può avere VIVO IN LEI IL SUO FONDATORE? 

I mausolei e i monumenti più grandiosi non sono che pietre, e i resti mortali degli uomini illustri sono putredine e cenere. 

SOLO LA CHIESA possiede il suo Re RISORTO e IMMORTALE, lo possiede VIVO e VERO, lo adora, gli parla, gli si unisce, ne beve la vita, e si consola in Lui. 

IL SACRO TABERNACOLO EUCARISTICO È L’ARCA DOV’EGLI VIVE, CI SI DONA, E REGNA.

Gesù Cristo è SEMPRE con la Chiesa, e vi continua la sua vita ammirabile, riproducendola nel suo Corpo mistico, e comunicandola ATTRAVERSO I SACRAMENTI; Egli è veramente CON NOI, perché ci genera, ci alimenta, ci istruisce, ci guida, ci sostiene, e ci porta alla vita ETERNA.

venerdì 7 aprile 2017

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 10


L'AGONIA DI CRISTO 
- PERPETUATA NEL SS. SACRAMENTO - 
E IL SONNO DELLE NOSTRE ANIME

Meditazione del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo (1882-1970)

Gesù si avviò verso il Getsemani. 

D’un tratto la divinità si nascose 
ed Egli rimase solo, 
caricato dei peccati degli uomini 
di tutti i secoli passati e futuri, 
fino al termine del mondo;
si sentì caricato di tutte le prevaricazioni,
perché Egli le doveva tutte riparare 
con le sue pene... 

Fu una pena ineffabile, 
alla quale s’aggiunsero 
gli assalti furenti di Satana 
che tentava di vincerlo 
ed allontanarlo col terrore 
dal pensiero di riparare 
per i peccati degli uomini... 

I peccati dei quali si sentiva caricato 
gli davano un dolore spasimante, 
ed avrebbe desiderato esserne liberato, 
ma l’amore, l’infinito suo amore 
gli faceva desiderare 
di non esserne liberato, 
poiché EGLI SOLO poteva sopportare 
quel peso spaventevole... 

Domandò di fare la volontà del Padre 
per compiere divinamente la grande espiazione, 
e cercò dei cuori che l’avessero aiutato 
a riparare e ad amare. 

Andò dagli Apostoli 
ed, ahimé, li trovò addormentati! 
Addormentati profondamente, 
quando avrebbero dovuto pregare con Lui!

... Gesù Cristo sta ora nell’Orto della sua Chiesa 
e, nascosto nel suo Tabernacolo di amore, 
prega e si offre al Padre. 
LÀ EGLI CONTINUA LA SUA AGONIA MISTICAMENTE 
E LÀ VUOLE I SUOI FIGLI, 
PERCHÉ VEGLINO E PREGHINO CON LUI. 

Quale dolore per Gesù 
vedere che i suoi figli dormono 
nella notte dei loro peccati 
e, sognando le chimere del mondo,
lo dimenticano! 

... Dobbiamo vigilare e pregare 
per non cadere nella tentazione; 
potremmo sentirci scossi nella nostra fedeltà 
se non preghiamo, 
potremmo seguire lo spirito del mondo, 
o fuggire addirittura dal nostro adorabile Redentore
ed unirci ai suoi persecutori.

... Che cosa più soave per noi quanto il vigilare
innanzi a Te Sacramentato, o Gesù! 
Quanto peseranno nel giorno del Giudizio
le ore che avremmo potuto passare con Te
e che abbiamo trascorse invece
nelle miserie di questa Terra!

venerdì 17 febbraio 2017

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 9


LA SANTA FAMIGLIA IN EGITTO

Meditazione del Can. don Paolo Bonaccia, 
Direttore dei Missionari 
della Sacra Famiglia di Spoleto (1838-1894)

La divina Provvidenza dispone 
che la Sacra Famiglia si rechi in Egitto. 

Eccoli i nostri celesti viandanti
accingersi ad affrontare un viaggio disagiato, 
non di giornate, ma di mesi. 

Senza compagnia, senza provviste, senza difesa; 
gli Angeli fanno da guida; 
Gesù, “PANE VIVO DISCESO DAL CIELO”, è il cibo comune; 
le spalle di Giuseppe sostengono gli arredi domestici, 
raccolti in un fardello. 

Tutti e tre soffrono, e soffrono molto; 
non trovano ospitalità fra gli abitanti del paese;
si riparano in piccole grotte o in capanne in rovina; 
ardono per la sete;
hanno poco cibo, lo trovano a stento,
elemosinando di porta in porta. 

Percorrono la strada meditando e patendo.

Eppure nessuno si lamenta: 
Gesù, tra Maria e Giuseppe, è il vincolo 
che li unisce in un sol Cuore, 
in un solo volere. 

La Famiglia di Giuseppe E' L'UNICA 
fra le famiglie egiziane a conoscere IL VERO DIO, 
a possederlo e ad ADORARLO.
Eppure tutti passano e nessuno la guarda. 

Se trattano con lei per un breve istante, 
ne ammirano la bontà, la dolcezza, la santità, 
ma poi ritornano ad adorare I FALSI IDOLI; 
gustano quella manna di Paradiso per un attimo, 
ma poi tornano alle loro cipolle. 

Quale pena per Maria e per Giuseppe 
portare con sé Gesù, sole di Verità, 
e guardare gli uomini chiudere gli occhi per non vederlo!

Eppure sono felici,
e dalla cieca idolatria degli Egiziani traggono motivo 
per adorare con più amore il VERO Dio 
che abita in mezzo a loro.

... Ora, tutto il mondo è Egitto, 
NUOVAMENTE PAGANO E IDOLATRA. 

Il santo timore del Signore è stato 
BANDITO DA QUASI TUTTE LE CASE.

Genitori e figli cristiani, 
rinnovatevi prendendo a Modello Gesù, Maria e Giuseppe! 

E’ necessario che appaiano famiglie 
modellate sulla Sacra Famiglia di Nazareth 
per santificare il mondo 
e richiamarlo dalla nuova idolatria in cui si è gettato.

domenica 22 gennaio 2017

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 8


MARIA SS. E SAN GIUSEPPE, 
I PRIMI E PERFETTI ADORATORI

Meditazione tratta dagli scritti 
della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli.

Maria e Giuseppe 
furono i primi veri adoratori 
in spirito e verità, 
rendendo un omaggio dei più graditi all’Altissimo... 

Mirabile intimità d’unione 
era quella di Nazareth, 
un vero Paradiso in terra!

La Vergine santissima, 
nella sua umile vita domestica, era ammirabile.
Sapeva di dover preparare 
la Vittima per il sacrificio... 
Quale martirio! 
Eppure, ella adorava e offriva, 
accettando amorosamente 
anche le più crocefiggenti permissioni divine...
Quale compiacimento prendeva
la SS. Trinità nell’anima di Maria!

Dopo l’adorazione di Maria SS., 
il Signore non potrà più ricevere dalla terra
adorazioni più perfette di quelle di san Giuseppe, 
tanto che lo si potrebbe considerare a ragione
come padre e suscitatore 
della schiera degli adoratori. 

Il divin Padre, 
a quel suo vero adoratore in spirito e verità,
comunicò di sé una conoscenza ineffabile. 
Gli fu data una penetrazione e comprensione
dei misteri divini tale, 
da fargli vivere la più alta vita di grazia
e di unione con Dio...

Questo umilissimo e caro santo 
eccelle ora nella gloria sugli altri eletti. 
In lui spiccano le virtù caratteristiche
del vero adoratore: 
umiltà, silenzio, annientamento. 
Lo si vede assorto in un’estasi di ammirazione,
come tante volte lo fu anche in terra, 
quando gli era dato d’intuire 
le grandezze e la sublimità dei tesori 
che aveva in custodia. 

Tutto in lui è perfezione di grazia 
e, come un’armoniosissima arpa,
eleva delle mirabili armonie alla Santissima Trinità, 
che tanto di lui si compiace... 
Che bel Magnificat canta al suo Dio!

... Fino alla fine dei tempi, 
l’Eucaristia avrà nella divina Madre e in san Giuseppe 
degni adoratori 
in rappresentanza di tutta l’umanità.

Entrambi, vicinissimi al SS. Sacramento, 
gli rendono un omaggio di adorazione 
che supplisce a tutte le nostre deficienze. 
Noi, annebbiati da tanta ignoranza,
non potremmo rendere a Gesù 
un omaggio di adorazione perfetta, 
e sempre, quando ci poniamo 
dinanzi al SS. Sacramento solennemente esposto, 
dovremmo intendere di unirci 
a questi adoratori perfetti. 

venerdì 18 novembre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 7


LA LAMPADA DINANZI ALL’ALTARE

Meditazione tratta dagli scritti del beato Pietro Bonilli.

Amo tutto quanto serve 
al culto del mio Dio, 
e nel tempio ogni minimo oggetto 
ha per me un infinito valore. 
Ma, sopra gli altari, 
uno ne miro sovente con vivido sguardo, 
mi pare che questo gareggi 
con gli Angeli a far la corte 
a Gesù nel Tabernacolo: 
la lampada che arde perenne 
dinanzi all’altare. 

Oh, mite fiammella, 
quante cose esprimi 
con tuo muto linguaggio! 

Simile a vigile sentinella, 
giorno e notte fai la guardia a Gesù, 
quasi a compensarlo dell’abbandono 
in cui spesso lo lasciano gli uomini. 

Vedi succedersi dinanzi a Lui 
la schiera delle anime fedeli, 
e tu, beata, resti là… sempre là.

Se ti fosse data la favella, 
che riveleresti mai?

I sospiri delle anime innamorate,
rapite, estasiate alla presenza del Diletto; 
dei loro cuori faresti note 
le ineffabili tenerezze ch’Egli serba 
alle anime pure che gli consacrano 
il giglio della loro verginità…
Tu rassicureresti i cuori dubbiosi del perdono,
diresti loro che tanti e tanti 
ne hai visti passare dinanzi a te, 
peccatori e peccatrici, 
che partirono dal Tabernacolo, 
fiduciosi per ottenere misericordia e perdono...
Quante lacrime amare 
hai veduto versare ed asciugarsi, 
quanti dolori lenirsi, 
quanti cuori oppressi chiedere e trovar pace! 

Amica lampada, 
umile emblema dell’anima che vive di fede,
quanto mi sei cara! 

Io preferisco la mistica penombra 
in cui tu illumini 
il santuario nelle ore vespertine, 
al chiarore dei ceri che splendono 
sull’altare durante le solenni funzioni.

O cara lampada, 
indivisibile compagna del mio Dio, 
vittima di amore nel Tabernacolo, 
tu arderai sempre, lungo il corso dei secoli, 
FINCHÉ VI SARÀ UN SACERDOTE E UN ALTARE.

Che la mia vita, 
al par della tua dolcemente si consumi,
silenziosa si spenga per Gesù 
sull’ara del sacrificio e dell’amore! 

Salve in eterno, 
lampada divina della mia fede!

(Da “Il tabernacolo dell’amore”, 1906) 

sabato 12 novembre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 6


LA CASA DI NAZARETH, 
TABERNACOLO EUCARISTICO

Meditazione tratta dagli scritti 
della Serva di Dio Madre Maria Costanza Zauli.

Soavissimo, il periodo della vita della Santa Famiglia 
di Gesù, Maria e Giuseppe in Nazareth! 

L’Adolescente, che andava gradatamente manifestando
i suoi tesori di sapienza e di grazia; 
la sempre più intima fusione di anime 
fra la Madre e il Figlio; 
la luminosa santità di San Giuseppe ... 

Quale anticipo di beatitudine 
in quella vita silenziosa e nascosta!

... La Madonna è stata la prima vera adoratrice
in spirito e verità. 
Nessun’altra creatura potrà mai essere in grado 
di rendere all’Altissimo omaggio gradito quanto il suo, 
perché nessuno potrà avere di Dio 
la conoscenza che ne aveva Lei, 
né amarlo come Ella lo amava... 

... Quale rispettoso amore, 
che vita celeste fra quei due santi Sposi! 
Maria amava e stimava il suo fedele Custode; 
ammirava la sua purezza e le virtù 
delle quali lo vedeva ornato ... 
L’adorazione di quei due Cuori puri 
attirava benedizioni e grazie su tutta la terra.

... Quegli anni Nazareni furono la solidissima base 
per l’edificio di quella vita di perfezione 
che si sarebbe poi vissuta nella Chiesa. 

Ma gli adoratori del Santissimo Sacramento 
nulla hanno da invidiare 
alla Santa Famiglia di Nazareth! 
Ad essi il Divin Padre ha affidato 
LO STESSO TESORO
che affidò a Maria da custodire ed adorare.

... Sul globo terrestre, infatti, UNA SOLA LUCE RIMANE, 
capace di fugare le tenebre: il SS. Sacramento. 
L’Eucaristia forma come una bellissima regione di candore,
ove col Figlio di Dio possono permanere le anime fedeli, 
sotto il compiacente sguardo dell’Altissimo ... 

E il mondo dovrà finalmente comprendere 
a chi deve lo scampo dall’estrema rovina ..

venerdì 4 novembre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 5


IL SACRO CUORE DI GESÙ
VIVO NEL SS. SACRAMENTO.

Meditazione tratta dall’opera: “La Presenza reale”
di San Pier Giuliano Eymard.

Il Sacro Cuore è vivo, 
palpitante d’amore per noi 
nell’adorabile Sacramento. 

Certo il Sacro Cuore è pure in Cielo, 
ma per gli Angeli ed i Santi. 

Nell’Eucaristia è per noi. 

Dunque la nostra devozione 
verso il Sacro Cuore dev’essere eucaristica, 
concentrarsi nella divina Eucaristia.

... Come furono grandi 
i dolori del Cuore di Gesù! 

Fu ricolmo di disprezzi, 
le calunnie più abominevoli lo assalirono... 

Ciò nonostante si è volontariamente offerto, 
e senza dare un lamento. 

Il suo amore fu più forte della morte
e i torrenti della tribolazione 
non poterono estinguerne gli ardori... 

Il Cuore che li ha sofferti 
con tanto amore è là:
non è morto, ma vive; 
non è insensibile, ci ama sempre più.

... Ma ahimè! 
Gli uomini danno prova verso di Lui 
di una ingratitudine mostruosa! 

Ed è questo il tormento supremo 
del Cuore di Gesù nel Santissimo Sacramento! 

Sì nera ingratitudine verso un Dio che è presente 
e vive per ottenere il nostro amore! 

L’uomo è indifferente
al dono dell’amore di Gesù per lui; 
non ne fa caso; non vi pensa neppure; 
o se involontariamente vi pensa, 
se Gesù cerca di svegliarlo dal suo torpore, 
ne caccia subito il pensiero importuno...

... La sua vita? Essa è divisa fra il Padre e noi. 

Mentre chiuso nella debole Ostia 
sembra dormire il sonno dell’impotenza, 
il suo Cuore veglia: non ha riposo, 
manda al Padre gridi di perdono in nostro favore.

Gesù ci fa scudo del suo Cuore 
e ci preserva dai colpi della collera divina, 
provocata dai nostri peccati incessanti;
il suo Cuore è là, aperto come sulla croce,
e fa sgorgare sul nostro capo
torrenti di grazia e di amore. 

... O Padre, 
mirate con sguardo di compiacenza
il Cuore del Vostro Figlio Gesù! 

Vedete il suo amore, ascoltatene i sospiri, 
e il Cuore Eucaristico di Gesù 
sia la nostra salvezza! 

mercoledì 2 novembre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 5


QUI C'E' IL TESORO DELLA CHIESA,
IL CUORE DEL MONDO

Meditazione eucaristica tratta dalla Lettera Enciclica 
"Ecclesia de Eucharistia", n. 59.

Da oltre mezzo secolo, 
ogni giorno, 
da quel 2 novembre 1946 
in cui celebrai la mia prima Messa 
nella cripta di San Leonardo 
nella cattedrale del Wawel a Cracovia, 
i miei occhi si sono raccolti 
sull'ostia e sul calice
in cui il tempo e lo spazio 
si sono in qualche modo « contratti » 
e il dramma del Golgota 
si è ripresentato al vivo, 
svelando la sua misteriosa « contemporaneità ».

Ogni giorno 
la mia fede 
ha potuto RICONOSCERE
nel pane e nel vino consacrati 
il divino Viandante 
che un giorno si mise a fianco 
dei due discepoli di Emmaus 
per aprire loro gli occhi
alla luce e il cuore alla speranza 
(cfr Lc 24,13-35). 

Lasciate, miei carissimi fratelli e sorelle, 
che io renda con intimo trasporto, 
in compagnia e a conforto della vostra fede,
LA MIA TESTIMONIANZA DI FEDE
nella Santissima Eucaristia. 

« Ave, verum corpus 
natum de Maria Virgine, / 
vere passum, immolatum, 
in cruce pro homine! ». 

Qui c'è IL TESORO DELLA CHIESA, 
IL CUORE DEL MONDO, 
il pegno del traguardo 
a cui ciascun uomo, 
anche inconsapevolmente, anela.

Mistero grande, 
che ci supera, certo, 
e mette a dura prova 
la capacità della nostra mente 
di andare oltre le apparenze. 
Qui i nostri sensi falliscono 
« visus, tactus, gustus in te fallitur »
è detto nell'inno Adoro te devote
ma la sola fede, 
RADICATA nella parola DI CRISTO
a noi consegnata DAGLI APOSTOLI, 
CI BASTA. 

Lasciate che, come Pietro 
alla fine del discorso eucaristico 
nel Vangelo di Giovanni, 
io ripeta a Cristo, 
a nome di tutta la Chiesa, 
a nome di ciascuno di voi: 

« Signore, da chi andremo? 
Tu hai parole di vita eterna » (Gv 6,68). 

domenica 30 ottobre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 4


IL DIO DELL'EUCARISTIA

Meditazione eucaristica 
tratta dal Discorso del Sommo Pontefice Pio XII
ai partecipanti al Congresso Nazionale Italiano
dei Sacerdoti Adoratori del Santissimo Sacramento
(28 aprile 1939)

Il Salvatore divino è con noi, 
non già come ombra fugace 
della fama e del nome 
che resta sulle tombe e sui monumenti 
dei grandi uomini che passano, 
ma quale Dio PRESENTE
nella sua divinità e umanità, 
Dio nascosto nell’ombra dei pani mutati...

No, non è un fantasma 
il Dio dei tabernacoli che ADORIAMO. 

É quel medesimo che allora disse 
ai pavidi discepoli: 
"Abbiate fiducia; 
sono io, non temete". 
É quel medesimo che dice: 
"Eccomi con voi tutti i giorni 
fino alla consumazione dei tempi".

É quel medesimo che cammina 
sulle onde dei secoli, 
signore dei venti e delle procelle umane. 

Egli cammina sull’onde tempestose 
al fianco e innanzi alla SUA Chiesa;
risponde ai suoi ministri 
che lo chiamano con la voce sacra,
a loro da lui largita; 
e ai suoi altari invita e aduna 
da venti secoli le nazioni e le genti,
il popolo e i regnanti, 
i martiri e le vergini, 
i pontefici e i sacerdoti, 
PROSTRATI nell’adorarlo presente, 
nell’amarlo nascosto, 
nell’invocarlo compagno 
nella gioia e nel dolore, 
nella vita e nella morte.

Il Dio dell’altare sta in mezzo a noi, 
invisibile, ma testimone FEDELE, 
primogenito tra i morti, 
principe dei re della terra, 
il quale ci ha amati 
e ci ha lavati dei nostri peccati 
col proprio sangue 
e ci ha fatti regno e sacerdoti 
a Dio suo Padre; 
il primo e l’ultimo, 
il vivente che fu morto 
ed è VIVENTE pei secoli dei secoli. 

Ma è insieme in mezzo a noi, 
il Dio dell’arcano. 
Cadiamo AI SUOI PIEDI...

È il mistero della fede, 
centro dell’incruento divino sacrificio, 
geloso segreto della Sposa di Cristo, 
cui nei primi secoli della sua immutabile giovinezza 
amò celare sotto il velo dell’arcano
anche i teneri suoi figli: 
arcano fatto mistero di un mistero, 
nascosto da secoli eterni in Dio 
e che nasconde un Dio. 

Davanti a questo mistero 
SI CHINARONO nella polvere 
gli Apostoli e i martiri; 
nelle basiliche i pontefici; 
nei deserti e nei cenobi
i monaci e gli anacoreti; 
nei chiostri le vergini; 
nei campi della lotta le schiere; 
nelle cattedre i dottori; 
nelle vie i popoli. 

DUPLICE è la sua presenza. 
Ha una presenza DIVINA, 
con la quale sostiene 
l’universo da lui creato, 
segue i passi degli uomini 
per le vie del bene e del male 
ed è loro testimone e giudice 
inclinatore al bene 
e punitore del male. 
Ha un’altra presenza 
UMANA e INSIEME DIVINA, 
per la quale innalza i suoi padiglioni 
nelle catacombe, 
fra le dense case dei popoli, 
per le campagne, 
per le selve, 
nelle valli, 
sui monti, 
per i deserti, 
per le nevi,
in mezzo ai ghiacci perpetui,
dovunque un sacerdote 
con la ONNIPOTENTE parola DI LUI
levi in alto un pane e un calice, 
adorando ciò che ha fatto 
in memoria di Lui. 

Là Egli sta col suo ministro, 
con lui cammina, 
SI FA NOSTRO CIBO, 
viatico dei moribondi e degli infelici, 
fratello, sposo, padre, medico, 
conforto e vita delle anime, 
pane degli angeli, 
arra di gaudio immortale. 

Ecce ego vobiscum sum; 
Ecco, io sono con voi.

Finché sui campi del nostro globo 
spunterà una spiga di grano 
e penderà un grappolo d’uva, 
e un sacerdote salirà 
pensoso del sacrificio l’altare, 
l’Ospite divino sarà CON NOI; 
e il credente curverà nella fede 
la mente e il ginocchio 
innanzi a un’Ostia consacrata, 
come all’ultima cena gli apostoli
 nel pane e nel vino consacrato 
che il Salvatore dava loro dicendo: 
«Questo è il mio corpo; 
Questo è il mio sangue»; 
adorarono Cristo, 
il Maestro divino con quella pura e alta fede
che crede ai portenti della sua parola...

Da quell’ora del Cenacolo 
cominciarono i secoli 
del DIO DELL'EUCARISTIA;
il giro del sole ne illuminò i passi 
con le sue aurore e i suoi tramonti; 
le scavate viscere della terra 
lo accolsero salmodiando; 
negli eremi, nei cenobii, nelle basiliche,
sotto gli aerei pinnacoli 
S'INCHINARONO A LUI 
pastori e popoli, principi ed eserciti. 

Nelle sue conquiste si avanzava 
coi suoi araldi e sacerdoti 
oltre i mari e gli oceani, 
e dall’Oriente all’Occidente, 
da un polo all’altro 
il Redentore ormai pianta ogni dì 
i suoi tabernacoli, 
perseverando contro L'INGRATITUDINE DEGLI UOMINI
in trovare le sue delizie a stare con essi,
solo bramoso di effondere 
a loro salvezza 
i tesori delle sue grazie 
e della sua magnificenza.

sabato 8 ottobre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 3


LA SANTA MESSA, 
SACRIFICIO INCRUENTO DI GESÙ CRISTO

Meditazione eucaristica 
tratta dalla Lettera Enciclica 
“Mediator Dei” - “Sulla Sacra Liturgia” 
del Sommo Pontefice Pio XII

L’augusto Sacrificio dell’altare 
NON è una pura e semplice 
commemorazione della Passione 
e Morte di Gesù Cristo, 
ma è UN VERO E PROPRIO SACRIFICIO, 
nel quale, IMMOLANDOSI INCRUENTEMENTE, 
il Sommo Sacerdote fa 
ciò che fece una volta sulla Croce, 
offrendo al Padre tutto se stesso, 
vittima graditissima. 

UNA E IDENTICA È LA VITTIMA. 

E’ DIVERSO SOLTANTO 
IL MODO DI FARE L’OFFERTA. 

Identico è il sacerdote, Gesù Cristo, 
la cui sacra persona 
è rappresentata dal suo ministro. 

Identica è la vittima, cioè il Divin Redentore, 
secondo la sua umana natura 
e nella realtà del suo Corpo e del suo Sangue. 

Differente, però, è il modo col quale Cristo è offerto. 

Sulla Croce, difatti, l’immolazione della vittima 
fu compiuta per mezzo di una morte cruenta, 
liberamente subita;
sull’altare, invece, a causa dello stato glorioso
della sua umana natura, 
la morte non ha più dominio su di Lui 
e quindi non è possibile l’effusione del sangue; 
ma per mezzo della transustanziazione 
del pane in Corpo e del vino in Sangue di Cristo, 
come si ha realmente presente il suo Corpo, 
così si ha il suo Sangue. 

... Il Dio che adoriamo 
conceda benigno a noi tutti di partecipare 
in questo esilio terreno, con un solo cuore, 
alla sacra Liturgia,
che sia come una preparazione ed un auspicio 
di quella celeste Liturgia, 
con la quale, come confidiamo,
in compagnia con la eccelsa Madre nostra, 
canteremo:
"A Colui che siede sul trono e all’agnello: 
benedizione, e onore e gloria e impero 
nei secoli dei secoli!". 

venerdì 30 settembre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 2


IL VALORE INFINITO DI OGNI S. MESSA

Meditazione eucaristica di sant’Alfonso M. de’ Liguori (1696 -1787)

La Messa è l’opera più santa e divina. 

Non può un uomo fare 
un’azione più sublime e più santa
che celebrare una Messa.

Nella Messa, 
il Verbo incarnato si sacrifica all’Eterno Padre
e si dona a noi nel Sacramento dell’Eucaristia. 

Il medesimo Salvatore, 
che si offrì per noi sulla croce, 
si sacrifica sull’altare 
per mezzo dei Sacerdoti.

Tutti i sacrifici antichi, 
con cui fu tanto onorato Iddio, 
non furono che un’ombra e figura 
del nostro Sacrificio dell’altare. 

Tutti gli onori che hanno mai dato
e daranno a Dio 
gli Angeli coi loro ossequi
e gli uomini colle loro opere e penitenze 
non hanno potuto, né potranno giungere 
a dar tanta gloria al Signore, 
quanta gliene dà UNA SOLA Messa. 

Mentre tutti gli onori 
delle creature sono onori FINITI,
l’onore che riceve Iddio nel Sacrificio dell’altare
– venendogli ivi offerta 
una Vittima d’infinito valore –
è un onore INFINITO.

La Messa è l’opera che più abbatte 
le forze dell’inferno; 
che apporta maggior suffragio 
alle anime del Purgatorio; 
che maggiormente placa l’ira divina 
contro i peccatori 
e che apporta maggior bene 
agli uomini in questa terra... 

Poveri noi peccatori, 
se non vi fosse questo Sacrificio 
che placa il Signore!

... O Maestà e Bontà infinita,
Tu ami tanto gli uomini, 
Tu hai fatto tanto
per essere amato dagli uomini... 
e come mai, poi, fra gli uomini, 
sono tanto pochi quelli che ti amano? 

domenica 25 settembre 2016

MEDITAZIONI EUCARISTICHE - 1



VENIAMO A LUI!

Meditazione tratta dagli scritti del Beato Pietro Bonilli (1841-1935)

Tutte le creature, nessuna eccettuata, 
dovrebbero prostrarsi 
in estasi d’adorazione e di riconoscenza 
davanti all’Eucaristia,
miracolo continuo dell’amore divino
che né Socrate, né Platone, questi grandi, 
che tra gli antichi pagani 
meglio intuirono l’idea di Dio, 
non avrebbero mai nemmeno potuto immaginare 
con la loro mente sublime... 

Ostia santa, adorabile, di pace, 
di propiziazione e d’amore! 
Gesù Eucaristia si rinchiude, si nasconde; 
ma dalla sua misteriosa prigione
invita le anime a Lui... 

E’ qui, davanti a Gesù Eucaristia, 
che noi impariamo la scienza sublime dell’amore; 
qui, che arriviamo a conoscere 
il nostro nulla, la nostra miseria, 
le nostre piaghe e le nostre brutture, 
ma insieme anche la nostra grandezza 
d’essere suoi,
suoi figli amati e benedetti... 

E’ qui, dinanzi a Gesù, 
che lo spirito prova il bisogno immenso 
di staccarsi da tutto 
e fin da se stesso, 
per poter penetrare nei misteri 
del Cuore di un Dio, 
fatto Ostia per solo amore delle sue creature... 

E’ qui, che tutto ciò che spaventa si accetta, 
tutto ciò che fa piangere ci fa lieti e contenti... 

E’ qui, dove si riempie il vuoto desolante 
che sente talvolta questo nostro povero cuore, 
quando non sa trovare alimento d’amore; 
quando il Dio Crocifisso, 
unico nostro modello e conforto, 
sembra disceso dalla sua Croce, 
che ci offre nuda, fredda, pesante... 

E’ qui, dove veniamo a trovare 
la forza nella via del sacrificio,
la costanza nel duro lavoro, 
il calore e la vita...

Veniamo, dunque, a visitare Gesù; 
veniamo a imparare come si deve amare, 
pazientare e soffrire;
veniamo a trovare la nostra vita 
e quella luce che ci è necessaria 
lungo il cammino... 

Veniamo a domandargli tutte quelle grazie 
che Egli è sempre desideroso di concedere, 
e ci sentiremo di poter continuare 
nella via della perfezione con nuovo ardore, 
con più costanza...

Veniamo a Lui sempre, 
e sempre per puro amore, 
né ci stanchiamo di stare con Lui, 
specialmente quando è più abbandonato e disprezzato, 
senza riguardo alle nostre pene;
ed Egli sarà ancora più divinamente benefico con noi,
ci assocerà ai suoi dolori,
alle sue tristezze, 
alle sue umiliazioni... 
e alle sue ineffabili gioie divine!